“I Giardini della Costituzione” cuore di Cesano Boscone

“I Giardini della Costituzione” cuore di Cesano Boscone

Il 2 gugno è stata inaugurata la nuova area rícivalíficata del centro storico cittadino. Una cerimonia ricca dí contenuti dove protagonisti sono stati í cittadini, la politica, í ragazzi, la nostra storia e duella dell’Italia repubblicana. Ospite d’onore il professor Carlo Smuraglía

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. (art.3 della Costituzione).

Quando viene inaugurato un nuovo spazio pubblico, gli amministratori locali valutano sempre diversi aspetti: la destinazione e, quindi, l’utilità per i cittadini; l’investimento necessario; l’intitolazione. Se l’area è nel pieno centro storico, la responsabilità delle scelte è sicuramente maggiore. Perché si incide sull’identità di una comunità, di una città, ma anche di un intero Paese.

Il 2 giugno 2018 la storia di Cesano Boscone si è arricchita di un nuovo tassello.

In un assolato e caldo sabato, il sindaco Simone Negri, assieme a tutta la sua Giunta e ai consiglieri comunali, ha tagliato il nastro de “I Giardini della Costituzione”. Un nome non casuale, ma frutto di attente riflessioni, di confronti e, per l’appunto, del desiderio di caratterizzare ulteriormente l’identità della comunità cesanese.

È per questo che in due punti del parco vi sono due piantane, ciascuna con un paragrafo del-l’art. 3 della Costituzione, citato sopra, entrata in vigore l’ I gennaio 1948.

Ogni progetto è il risultato di una scelta politica.

La nuova area, come ha spiegato il sindaco nell’editoriale pubblicato a pagina 2 di questo numero del “Cesano notizie”, è il risultato di una scelta presa già alcuni anni fa.

Una scelta politica, concretizzata per volontà di tutti i componenti della maggioranza e, nello specifico, della Giunta comunale: la vicesindaco e assessore alle politiche sociali Mara Rubichi, l’assessore al bilancio Giuseppe Ursino, l’assessore alla cultura e alla partecipazione Paola Ariis, l’assessore al decoro urbano e allo sport Salvatore Gattuso, l’assessore all’ambiente e ai giovani Valeria Mulas.Ai quali occorre aggiungere Fulvia Erasmi, che è stata assessore fino all’anno scorso, quando ha dovuto lasciare l’incarico per motivi di lavoro.

Una volontà che si è concretizzata nel 2017, quando si sono resi disponibili i fondi necessari. I lavori sono iniziati a maggio del 2017 e si sono conclusi, dopo alcune modifiche e innovazioni il 1 giugno di quest’anno.

Una giornata, tanti protagonisti Così, il 2 giugno era tutto pronto. Anche il nuovo monumento alla Resistenza “Venti mesi per la libertà”, commissionato all’artista pavese Antonio De Paoli.

La giornata è stata aperta dalla presentazione dei Giardini da parte dell’architetto Roberto Biffi, progettista di tutta l’area, preceduta dai saluti del sindaco Simone Negri e del presidente della Fondazione Istituto Sacra Famiglia don Marco Bove.

Si sono poi esibiti l’orchestra della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Alessandrini, diretta dal maestro Giuseppe Mesiano, e il coro delle classi quarte e quinte della primaria Bramante, diretto dalla professoressa Mariateresa Amenduni.

Hanno proposto ‘inno alla gioia” di Beethoven,”La bandiera dei tre colori” di Cordigliani e Dall’Ongaro e l’Inno nazionale di Goffredo I festeggiamenti sono proseguiti con la benedizione di don Luigi, parroco della chiesa di San Giovanni Battista, e il taglio del nastro di quello che è considerato il viale-asse di collegamento tra il centro di Cesano Boscone e l’Istituto Sacra Famiglia, che da oltre un secolo accompagna la storia della città.

La ricorrenza ufficiale

“Sapete cosa mi piace di più di questo parco? — ha detto il sindaco Simone Negri nel discorso per le celebrazioni del 2 giugno e l’inaugurazione dei Giardini. L’intuizione di questa direttrice su cui ci troviamo che lo taglia e congiunge la piazza della chiesa e del municipio con l’ingresso dell’Istituto Sacra Famiglia. Abbiamo abbattuto una barriera e collegato con un asse di pregevole prospettiva due poli della nostra storia. Quell’asse, unendoli, li promuove”.

Nel suo discorso, il primo cittadino ha voluto porre l’accento sulla Costituzione, della quale ricorre quest’anno il settantesimo anniversario, sul valore dell’antifascismo, sul riconosci-mento al comandante della stazione dei carabinieri in congedo Pietro Scarpitta, sulla collaborazione con le scuole cittadine.

Il suo intervento è stato preceduto dalla presentazione del nuovo monumento alla Resistenza da parte dell’artista che lo ha creato,Antonio De Paoli, e dal momento della scopertura con il sindaco, il presidente onorario dell’Anpi Carlo Smuraglia e quello della sezione cesanese Francesco Longo.

Il professor Smuraglia, ripercorrendo alcuni momenti della storia dell’Italia tra la fine della guerra e i primi anni della Repubblica, che lui ha vissuto da protagonista, ha rivolto un appello a tutti i presenti, affinché i valori costituzionali ottenuti con il sacrificio di tante persone, con forti scontri politici ma un alto senso delle istituzioni, siano preservati perché attuali.

Emozionante, per la comunità cesanese, la consegna della cittadinanza onoraria al luogotenente Pietro Scarpitta, che per quasi quarant’anni ha guidato la stazione carabinieri di Cesano. Un riconoscimento gli è stato dato anche dagli ospiti della Fondazione ISF, che hanno realizzato un’opera nei loro laboratori.

Anche l’Associazione nazionale Carabinieri di Corsico, attraverso il suo presidente Pietro Ciniero, ha consegnato al luogotenente una targa di encomio.

La festa con le scuole

I festeggiamenti sono proseguiti con i giovani studenti delle classi quarte e quinte delle primarie Monaca e Matteotti, accompagnati dal professor Andrea Rotoli. Hanno intonato l’Inno di Mameli nella sua versione integrale, “Non basta un sorriso” di Giuseppe Povia e l'”Inno alla gioia” di Beethoven.

L’inaugurazione de “Il Giardino di Betty”.

Ultimo momento celebrativo della mattinata è stato l’inaugurazione de “Il Giardino di Betty”, con le commoventi parole dell’ideatore, Nicolas Meletiou, mana-ging director di EsoSport. Un progetto che prevede la creazione di parchi giochi per bambini, realizzati tra-mite pavimenti antitrauma generati da vecchie scarpe da ginnastica riciclate. È chiamato così in onore di Betty, Elisabetta Salvioni, moglie di Nicolas Meletiot, scomparsa alcuni anni fa.

II progetto è stato portato avanti dall’ex assessore Ful-via Erasmi con gli studenti della 5aD dell’anno scolastico 2015-2016 della primaria Dante Alighieri e le insegnanti Lara Miana e Gabriella Campanaro.

Come momento conclusivo, nell’anfiteatro, il rinfresco offerto dall’amministrazione comunale in collaborazione con i commercianti del centro storico.

da CESANO NOTIZIE giugno 2018

Fonti:

Monumento alla Resistenza realizzato da De Paoli

INAUGURAZIONE OGGI A CESANO BOSCONE

Monumento alla Resistenza realizzato da De Paoli

«NON È un monumento ai caduti, si celebra l’azione».

Lo scultore pavese Antonio De Paoli inaugura oggi a Casano Boscone il monumento dedicato alla Resistenza.

E’ stato realizzato nell’ambito della sistemazione de «I giardini della Costituzione» progettati dall’architetto Roberto Biffi.

Oggi alle 10 il taglio del nastro ufficiale, in via Nazario Sauro all’angolo con via Pogliani, a conclusione di una vera e propria corsa contro il tempo: ancora ieri lo scultore pavese era impegnato nel montaggio della sua opera.

«Ho vinto il concorso lo scorso 4 aprile – ricorda l’artista. – I tempi per la realizzazione erano molto stretti per arrivare all’inaugurazione nel giorno della Festa della Repubblica».

Cinquantenne, laureato a pieni voti in Scenografia all’Accademia di Brera, Antonio De Paoli dalla scenografia e poi dalla pittura è approdato alla scultura. Con essa sta ottenendo riscontri e successi in un panorama sempre più ampio.

Negli ultimi anni, già dal 2010, sta collezionando successi in concorsi di respiro nazionale. Da Saint Vincent (dove ha realizzato un’installazione scultorea per la sala consiliare del Comune) arriva fino a Sapri (suo il progetto selezionato per una statua bronzea raffigurante la spigolatrice).

Lo scorso anno allo «Spoleto Art Festival – Art in the City 2017» ha esposto 6 sculture e una è stata premiata e selezionata per il Festival dei 2 mondi. E’ dello scorso novembre la vittoria del concorso per la realizzazione sia dell’altare che della statua di San Francesco. Proprio nel luogo della predica agli uccelli. Hanno scelto il suo progetto per la trasformazione del sito in un luogo sacro a Piandarca, nel Comune di Cannara, in provincia di Perugia.

«E’ un altorilievo – dice De Paoli sull’opera che inaugura oggi a Cesano Boscone. – L’ho ideato su una forma a cuneo, slanciata verso l’alto. E’ composta da 4 figure, 3 sono partigiani, riconoscibili dal fucile e dalle `divise’. La quarta è una figura allegorica, eterea, non è la Libertà di Delacroix, ma porta i combattenti verso l’alto, con le braccia tese».

di Stefano Zanette

Da IL GIORNO 2 giugno 2018

Fonti:

La scultura “Venti mesi per la libertà”

Cesano Boscone

E’ la nuova creazione dell’artista pavese Antonio De Paoli che ha vinto un concorso

La scultura “Venti mesi per la libertà”

Si chiama “Venti mesi per la libertà” la nuova creazione dell’artista/scultore pavese Antonio De Paoli.

a scultura ha vinto il con-corso indetto dal Comune di Cesano Boscone per abbellire un’area verde/spazio sociale della cittadina e verrà inaugurata il prossimo 2 giugno in occasione della Festa della Repubblica.

Il 4 aprile è stata comunicata la vittoria del bando a De Paoli che in soli due mesi ha realizzato la scultura partendo dall’argilla, l’ha trasferita in fonderia a Verona e ha proceduto all’installazione a Cesano.

“Il tema del concorso era la Resistenza”, spiega De Paoli, ” ho concepito un’opera in acciaio Corten e bronzo. La struttura simboleggia la distruzione dei palazzi su cui campeggia un gruppo di partigiani in azione.

Ho voluto rappresentare l’azione e la lotta per raggiungere la libertà; il gruppo di partigiani infatti è sovrastato da una figura eterea slanciata a simboleggiare la libertà che impugna un drappo, una sorta di bandiera.

L’energia della libertà irrompe e fuoriesce dalla struttura statica di rovine; per rendere riconoscibili i partigiani ho aggiunto qualche dettaglio nelle divise e nelle armi che impugnano durante l’azione”.

L’opera è alta 2,80 metri e larga 2,60 metri e oltre al lato in cui risulta visibile l’azione dei partigiani che sarà simbolica visibile anche l’opposto che rappresenta un’ala metaforicamente simbolo della libertà. II bassorilievo sagomato con le figure non ha un contorto ben delimitato ma si “appoggia” sull’acciaio che forma un tuttuno dalla prorompente valenza scenica.

Il successo nel bando di Cesano Boscone è solo l’ultimo della serie per l’artista paese.

Negli ultimi anni ha vinto il concorso della Capitaneria di Porto di Livorno per il monumento all’entrata della sede, il concorso del Comune di Saint Vincent (installazione scultorea nella sala consiliare), il concorso di Sapri per l’installazione di una statua bronzea della “spigolatrice” e nell’ultimo anno ha anche conquistato un riconoscimento prestigioso allo Spoleto Art Festival.

Nella foto a sinistra l’intera scultura installata a Cesano Boscone, sopra De Paoli in un momento di lavorazione nel suo laboratorio a Corvino S.Quirico.

di Matteo Ranzini

da IL TICINO 1 giugno 2018

Fonti

Una monumento alla Resistenza

FESTA DELLA REPUBBLICA

L’ALTORILIEVO SUI PARTIGIANI CELEBRERÀ LA RICORRENZA ALL’INTERNO DI UN GIARDINO

DATA DA RISPETTARE : PER L’OPERA HO UTILIZZATO ACCIAIO CORTEN E BRONZO ORA CORRO CONTRO IL TEMPO

Una monumento alla Resistenza

L’artista Antonio De Paoli lavora a una scultura per il 2 Giugno

– CESANO BOSCONE-

«È UNA CORSA contro il tempo, ma per il 2 giugno deve essere tutto pronto».

Lo scultore pavese Antonio De Paoli è al lavoro per realizzare l’opera. In occasione della prossima festa della Repubblica, verrà inaugurata a Cesano Boscone, a conclusione della sistemazione di un’area attrezzata-giardini pubblici, commissionata dal Comune.

«Ho vinto il concorso lo scorso 4 aprile – spiega l’artista pavese – ed è un’opera sulla Resistenza e sulla Liberazione, ma non un momento ai caduti, si celebra l’azione.

Per questo ho ideato l’altorilievo su una forma a cuneo, slanciata verso l’alto. È composta da quattro figure, tre sono partigiani, riconoscibili dal fucile e dalle ‘divise’. La quarta è una figura allegorica, eterea, non è la Libertà di Delacroix, ma porta i combattenti verso l’alto, a braccia tese».

CINQUANTENNE, laureato a pieni voti in Scenografia all’Accademia di Brera, Antonio De Paoli dalla scenografia e poi dalla pittura è approdato alla scultura. Con essa sta ottenendo riscontri e successi in un panorama sempre più ampio.

Negli ultimi anni, già dal 2010, sta collezionando successi in concorsi di respiro nazionale, da Saint Vincent (dove ha realizzato un’installazione scultorea per la sala consiliare del Comune). A Sapri suo progetto è stato selezionato per una statua bronzea raffigurante la spigolatrice.

Non dimentichiamo le sue opere a Lodi (complesso scultoreo antistante la caserma dei Vigili del fuoco) e Voghera (in memoria del pompiere Davide Achilli e del pugile Giovanni Parisi). A Pavia, suo è il bassorilievo in memoria delle quattro vittime del crollo della Torre Civica, a lato del moncone in piazza Duomo.

LO SCORSO anno è stato un anno intenso e ricco.

Allo “Spoleto Art Festival – Art in the City 2017” ha esposto sei sculture e una è stata premiata e selezionata per il Festival dei Due mondi. È invece dello scorso novembre la vittoria del concorso per la realizzazione sia dell’altare che della sta-tua di San Francesco, proprio nel luogo della predica agli uccelli: è stato scelto il suo progetto per la trasformazione del sito in un luogo sacro a Piandarca, nel Comune di Cannara, in provincia di Perugia.

«Per l’opera a Cesano Boscone – spiega ancora l’arista pavese -ho scelto i due materiali, bronzo e acciaio Corten, lavorando a terra e non in verticale lo stampo in argilla: grazie a una fonderia a Verona riuscirò a rispettare gli strettissimi tempi di consegna, con una vera e propria corsa contro il tempo per l’installazione».

di STEFANO ZANETTE

Da IL GIORNO 29/04/2018

Fonti:

Una scultura del pavese De Paoli alla Guardia Costiera di Livorno

L’opera ha vinto il concorso nazionale e sarà realizzata alla sede della Capitaneria di Porto

Una scultura del pavese De Paoli alla Guardia Costiera di Livorno

Omnia vincit animus. Il coraggio vince su tutto. E’ il motto delle Capitanerie di Porto e campeggerà sulla straordinaria opera dell’artista e scultore pavese Antonio De Paoli che ha vinto il concorso nazionale per la sede della Guardia Costiera di Livorno. Una gestazione lunga quella del bando indetto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, iniziata tre anni fa con la presentazione di 100 bozzetti grafici; poi la prima “scrematura” con 5 artisti “semi-finalisti” a presentare il modellino.

Infine la selezione dei due finalisti e la vittoria finale per l’artista pavese. Il tema scelto da De Paoli per l’opera è attualissimo, ovvero il soccorso in mare per il quale sono mobilitati da anni uomini e mezzi della Guardia Costiera.

L’opera si caratterizza per la stilizzazione di una prua (alta 3 metri) in marmo di Carrara che interromperà la cancellata davanti alla sede; sotto di essa saranno scolpite le onde, mentre un blocco in cemento ospiterà due pannelli bronzei. Sul primo sarà raffigurata una scena di salvataggio in mare (con mani e braccia te-se nello sforzo del soccorso), sul secondo saranno raffigurati i mezzi di soccorso (elicotteri e motovedette).

De Paoli realizzerà le opere bronzee nel suo studio/laboratorio pavese mentre scolpirà sul posto il marmo di Carrara.

“La prua della nave porta con sè la storia della Guardia Costiera”, spiega De Paoli, “mentre le porte bronzee raffigureranno l’impegno quotidiano degli uomini nel soccorso di vite umane disegnando un insieme snello, dinamico, caratterizzato dal protendersi dell’animo umano Verso il prossimo. E’ un’opera pubblica che riveste grande importanza a livello nazionale e anche strutturalmente sarà di impatto per chi arriva alla Capitaneria di Porto”.

L’opera (tempi tecnici e burocratici permettendo) dovrebbe essere pronta per l’inaugurazione entro la prossima estate. Antonio De Paoli “appunta sul petto” un’altra grande medaglia dopo le sculture realizzate per i Vigili del Fuoco di Lodi, per l’amministrazione di S.Vincent, la città di Voghera (il monumento dedicato a “Flash” Parisi) ed ha in cantiere altri progetti di rilievo internazionale che prende-ranno corpo e vita nel 2018.

di Matteo Ranzini

Fonti:

vedi altro sull’argomento

Inaugurata in Trentino la scultura dell’artista pavese Antonio De Paoli L’opera collocata all’ “Azienda di Servizi alla Persona” di Pieve di Bono

Inaugurata in Trentino la scultura dell’artista pavese Antonio De Paoli

L’opera collocata all’ “Azienda di Servizi alla Persona” di Pieve di Bono

Domenica 5 novembre è stata una giornata metereologicamente grigia ma artisticamente luminosa per l’artista e scultore pavese Antonio De Paoli.

A Pieve Di Bono (Trento) De Paoli ha infatti inaugurato l’installazione scultorea intitolata “Sinergie indotte” sulla parete della Cappeletta (di inizio ‘900) del Centro “Azienda Pubblica di Servizi alla Persona Padre Odone Nicolini”.

L’Azienda fornisce servizi socio-sanitari, assistenziali e di animazione a favore di persone adulte e anziane. Ha istituito un bando nazionale per l’installazione di una scultura che testimoniasse il valore della Terza Età. L’opera “Sinergie indotte” (realizzata in acciaio corten e terracotta refrattaria) è risultata vincitrice del bando nazionale. E’ stata inaugurata alla presenza dello stesso De Paoli, di numerose autorità locali, del parroco che l’ha benedetta e di più di sessanta intervenuti.

“Il vissuto e la saggezza degli anziani sono insegnamenti preziosi per i giovani”. Lo spiega De Paoli. “Per questo ho inteso raffigurare nell’opera una sorta di passaggio di consegne…e di energie. La figura di un anziano si trova in una nicchia pronta a schiudersi, in modo clic possa tendere la sua mano a un giovane al fine di permettere il passaggio di saggezza dalle passate alle nuove generazioni”.

Si tratta della seconda realizzazione nella provincia trentina da parte di De Paoli che nel 2013 realizzò “Eterea sorgente” per il Centro Giovanile “Casa Bresciani” di Riva del Garda; giovani e anziani, un binomio suggestivo che emerge nell’opera più recente e si lega alla precedente scultura in un ideale passaggio di consegne.

Matteo Ranzini

 

La scultura di De Paoli conquista il Trentino

INSTALLATA “SINERGIE INDOTTE” a ASPS “Padre Odone Nicolini”

La scultura di De Paoli conquista il Trentino presso ASPS “Padre Odone Nicolini”

– PAVIA –
«MI HA TOCCATO profonda-mente il coinvolgimento di tutti i presenti, davvero interessati, non distratti come a volte accade alle inaugurazioni». Lo scultore pavese Antonio De Paoli commenta così l’inaugurazione della sua opera «Sinergie indotte», avvenuta domenica a Pieve di Bono, in provincia di Trento.

E se l’arte ha tra i suoi obiettivi quello di suscitare emozioni, per un artista notare l’interesse di chi guarda la sua opera è un’ulteriore soddisfazione. In questo caso dopo la prima gratificazione, personale e professionale, di aver vinto il concorso pubblico per realizzarla. Cinquantenne, laureato a pieni voti in Scenografia all’Accademia di Brera, Antonio De Paoli dalla scenografia e poi dalla pittura è approdato alla scultura, con la quale sta ottenendo riscontri e successi in un panorama sempre più ampio a livello nazionale.

Quella inaugurata domenica è la sua seconda opera in Trentino. «La prima, nel 2013 – ricorda lo stesso artista -l’avevo realizzata a Riva del Garda, per una struttura che ospita giovani in difficoltà. Questa, nel contesto di un centro per anziani, l’ho affrontata con positività, volendo rappresentare l’importanza che la figura dell’anziano può e deve avere nella società». L’opera, di 3 metri per 2, è stata installata sulla parete esterna della cappella che si trova al centro della Rsa gestita dall’Apsp (Azienda pubblica di servizi alla persona) «Padre Odone Nicolini» nel comune di Pieve di Bono-Prezzo.

ALL’INAUGURAZIONE, oltre ai vertici della struttura e al sindaco Affilio Maestri, erano presenti anche altri sindaci dei comuni vicini e il viceprefetto. «E’ un’opera suddivisa in due sezioni – spiega De Paoli – una ‘interna’ con la figura di un anziano, con il volto ben caratterizzato, e una ‘esterna’ con un giovane invece col volto non definito. In un intreccio di mani, il giovane invita l’anziano a uscire dalla nicchia che rappresenta il suo autoisolamento, creando un ponte tra passato, presente e futuro».

di Stefano Zanette

scultore

Lo scultore pavese Antonio De Paoli premiato a Spoleto

il Ticino Attualità Venerdì, 28 luglio 2017 di Matteo Ranzini

In cantiere due nuove produzioni per l’abbazia cluniacense di Vizzolo Predabissi e per un centro per anziani in Trentino

Si arricchisce il “palmares” dello scultore pavese Antonio De Paoli; numerose sue creazioni impreziosiscono il nostro territorio ma anche tutta l’Italia.

 

L’ultimo successo è la premiazione allo Spoleto Art Festival (avvenuta lo scorso 8 luglio):

una commissione di letterati e storici dell’arte ha premiato diversi personaggi in varie categorie artistiche. Nell’ambito della scultura il riconoscimento è andato a De Paoli che ha ritirato il premio a Palazzo Dragoni, un successo importante nell’ambito di un festival internazionale.

 

De Paoli è tornato subito “al lavoro”

per un interessante progetto attualmente in cantiere che riguarda il paese di Vizzolo Predabissi (vicino a Melegnano). E’ stato infatti deciso di onorare i padri fondatori dell’Abbazia cluniacense sita proprio in Vizzolo.

E’ nato, dunque, un comitato per la valorizzazione del sito che ha scelto Antonio De Paoli per la realizzazione di un’opera che accomunasse il ricordo della fondazione alla figura di don Carlo Grammatica, amatissimo parroco della zona che studiò le origini dell’abbazia. De Paoli ha studiato un gruppo scultoreo composto da una base con una “vasca” in cui l’acqua simboleggia lo scorrere del tempo. Dalla vasca si staglia la figura di don Carlo che, preso dalla lettura, si volta per scorgere nel passato le figure dei tre padri fondatori con le pagine del libro (in bronzo) che scivolano sul pelo dell’acqua a “riunire” questi due differenti archi temporali. Il gruppo scultoreo sarà pronto tra nove mesi e collocato proprio di fronte all’abbazia.

 

Nel frattempo De Paoli ha vinto un bando (nazionale)

per la realizzazione di una scultura per un Centro anziani a Pieve di Bono (in provincia di Trento). Il tema in questione “La valorizzazione della terza età” per il quale De Paoli ha studiato un “passaggio di testimone” tra una persona anziana (un vecchio saggio) e un giovane con un ponte diretto all’orizzonte a simboleggiare lo sguardo al futuro.

L’anziano si trova in una nicchia pronta a schiudersi al fine di permettere il passaggio di saggezza dalle passate alle nuove generazioni. L’opera sarà collocata nella cappelletta di fine ‘800 sita nel Centro anziani, recentemente ristrutturato.

da Spoleto passando per Vizzolo Predabissi per arrivare a Pieve di Bono

Scultore pavese De Paoli durante la premiazione a Spoleto e un altro suo progetto.

De Paoli

De Paoli premiato in Umbria e Trentino

Il Giorno, venerdì 14 luglio di Stefano Zanette

LE SUE SCULTURE PIACCIONO A TUTTI

DA SPOLETO al Trentino, ma passando anche dal più vicino Sud Milano.

Lo scultore pavese Antonio De Paoli è reduce dalla recente premiazione allo Spoleto Art festival: per l’opera dal titolo l’Attesa, ha ricevuto il Premio Internazionale 2017 «con tanto di coppa – racconta lo stesso artista -e pergamena di ‘accademico dell’arte’. Per me è un riconoscimento molto importante, soprattutto per l’ambito internazionale del Festival dei 2 mondi di Spoleto».

Cinquantenne, laureato a pieni voti in Scenografia all’Accademia di Brera, Antonio De Paoli dalla scenografia e poi dalla pittura è approdato alla scultura, con la quale sta ottenendo riscontri e successi in un panorama sempre più ampio.

Lo scorso giugno gli è arrivata la conferma ufficiale di aver vinto un concorso bandito a Pieve di Bono (Trento). «Si tratta di una installazione artistica -spiega l’autore – di 3 metri per 2, da realizzare sulla parete esterna di una cappella, nel contesto di un Centro per anziani. L’opera si intitola Energie indotte. Su uno sfondo metafisico, c’è l’incontro di un giovane con un anziano. L’anziano è come se fosse all’interno di una scatola che si sta schiudendo, il giovane si avvicina a prendere per mano l’anziano, come se lo invitasse a uscire dalla struttura geometrica. E’ il collegamento tra passato, presente e futuro».

Più vicino a Pavia, appena al di là del confine con la provincia di Milano, a Vizzolo Predabissi, De Paoli ha realizzato il progetto per un monumento commissionato dal neonato Comitato che vuole celebrare la figura di don Carlo Grammatica,

parroco scomparso nel 2015 a cui molti sono ancora legati, e alle sue ricerche storiche sulla basilica di Santa Maria in Calvenzano, eretta nel 12esimo secolo da un gruppo di monaci pellegrini. «Sono due monumenti in uno – spiega l’artista – da una par-te 3 padri fondatori, privi di volto, dall’altra parte la figura di don Carlo Grammatica. Sulla vasca che divide i due gruppi, fogli sparsi con l’effetto di volare sul pelo dell’acqua: è il vento della storia».

De Paoli

Don Grammatica a Vizzolo Predabissi

Monumento a Don Grammatica, presentato il bozzetto dell’opera

Vizzolo – a lui si deve la valorizzazione della chiesa di Santa Maria in Calvenzano

Due anni dalla morte di don Carlo Grammatica a Vizzolo Predabissi.

Sono stati ricordati con la Santa Messa di suffragio e a seguire la presentazione di un progetto artistico che vuole sottolineare il legame fra il primo parroco di Vizzolo nel Novecento e la chiesa di Santa Maria in Calvenzano, attuale parrocchia.

Don Grammatica, nato a Giussano (località in provincia di Monza e Brianza)

fu ordinato nel 1954 e all’Inizio degli anni Sessanta destinato a Melegnano con l’incarico di sacerdote rettore della parrocchia dl Vizzolo Predabissi che all’epoca era quella di San Pietro e Paolo nel centro storico, non Calvenzano.

Nel 1965 Vizzolo riacquistò un’autonomia ecclesiastica da Melegnano che aveva perduto nella notte del tempi, addirittura dalla metà dei Quattrocento Don Carlo rimase ventate anni, fino al 1987 quando venne trasferito a Cernusco sul Naviglio. Negli ultimi anni, ammalato, fece ritorno nella zona melegnanese vivendo presso la Fondazione Castellini di via Cavour.

Nel 2014 assistette all’adesione ufficiale del sito ex monastico di Santa Maria alla Federazione Europea dei siti cluniacensi. Grande fu infatti il suo impegno affinché la chiesa, un patrimonio della fede ricco di arte e di storia, venisse ceduta dall’ospedale Predabissi alla diocesi ambrosiana, per avviare successivamente la riconsegna alla collettività locale. Il complesso percorso si completò nel 1999, con la riconsacrazione da parte del cardinale arcivescovo Carlo Maria Martini.

Durante il proprio ministero a Vizzolo il primo (e instancabile parroco) diede impulso pastorale e personale a molte iniziative

con il coinvolgimento del laici- la nascita della sezione Avis, l’impulso all’Agesci (Associazione scout cattolici), la creazione di una comunità di famiglie affidatarie e adottanti, l’idea dell’AI.BI., associazione Amici dei bambini. Il suo successore don Giorgio Allevi, parroco oggi, ha voluto scegliere la festività di santa Gianna Beretta Molla, patrona della famiglia, per la funzione di suffragio al primo sacerdote residente – in modo da sottolineare il suo grande amore per i bambini e le famiglie-.

A seguire e stata presentata l’ipotesi di una modalità artistica per “raccontare” don Carlo partendo dal suo profondo legame con il territorio. Si tratta di un gruppo scultoreo proposto dall’artista pavese Antonio De Paoli.

Più che un monumento “a” don Grammatica, sarebbe il racconto di come Calvenzano abbia riacquistato la sua storia grazie a lui: il gruppo sarebbe composto da tre figure di monaci medievali e dall’effige di don Grammatica che si volta verso quei remoti padri fondatori della basilica.

Emanuele Dolcini

fonti:

Don Grammatica